<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[The Draft: Tips d'autore]]></title><description><![CDATA[Consigli per migliorare la propria scrittura.]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/s/tips-dautore</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!_RkS!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F878dc561-5245-481b-ae62-067242ffe8d0_1024x1024.png</url><title>The Draft: Tips d&apos;autore</title><link>https://erikaragione87.substack.com/s/tips-dautore</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2026 15:04:17 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://erikaragione87.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Erika Ragione]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[erikaragione87@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[erikaragione87@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Erika Ragione]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Erika Ragione]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[erikaragione87@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[erikaragione87@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Erika Ragione]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Ho comprato Scrivener... come mi trovo?]]></title><description><![CDATA[Vediamo insieme la mia esperienza e quanto conviene davvero l'acquisto di questo programma!]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/p/ho-comprato-scrivener-come-mi-trovo</link><guid isPermaLink="false">https://erikaragione87.substack.com/p/ho-comprato-scrivener-come-mi-trovo</guid><dc:creator><![CDATA[Erika Ragione]]></dc:creator><pubDate>Fri, 15 May 2026 09:01:22 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/7552cab6-7f7c-4a3d-82fc-defb57b9f0fb_600x400.avif" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;autrice che ho intervistato qualche mese fa mi ha consigliato l&#8217;acquisto di Scrivener, un programma di scrittura che costa attorno ai 60 euro. Data la spesa imporante non ero sicura di volerlo comprare e ho fatto la prova grauita di un 30 giorni (di effettivo utilizzo) prima di decidermi. E beh&#8230; se sono qui a parlarne &#232; perch&#233; l&#8217;ho comprato.</p><p>Ormai sono due mesi che lo uso e non voglio tornare indietro&#8230; ma facciamo un passo indietro.</p><p>La prima cosa da dire &#232; che Scrivener non &#232; immediato. Non &#232; il classico programma che apri e sai gi&#224; usare. Anzi, all&#8217;inizio pu&#242; risultare quasi respingente: interfaccia piena di opzioni, menu ovunque, e una sensazione generale di &#8220;sto facendo qualcosa di troppo complicato&#8221;.</p><p>A complicare le cose c&#8217;&#232; anche un altro problema: la traduzione italiana.</p><p>Non &#232; delle migliori. Alcuni termini sono poco chiari, altri suonano innaturali,altri vengono lasciati in inglese e in certi casi rendono pi&#249; difficile capire cosa stai effettivamente facendo. E alla fine si passa all&#8217;inglese. Non &#232; necessariamente un male, ma &#232; bene saperlo prima. Usare Scrivener significa anche abituarsi alla terminologia inglese (binder, compile, draft&#8230;) soprattutto se vuoi davvero sfruttarlo al massimo.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p>Il punto pi&#249; critico, per me, &#232; stato capire le esportazioni (o meglio, il &#8220;Compile&#8221;).<br>All&#8217;inizio &#232; frustrante: vuoi semplicemente esportare un file e invece ti ritrovi davanti a decine di impostazioni diverse. Font, formati, struttura&#8230; tutto &#232; personalizzabile, ma proprio <em>tutto</em>. E questo &#232; sia il suo pi&#249; grande pregio che il suo pi&#249; grande difetto.</p><p>Una volta che capisci come funziona, puoi davvero ottenere qualsiasi tipo di output. Documento Word, PDF pronto per la stampa, formattazioni diverse a seconda delle esigenze. Ma per arrivarci devi investire tempo e, soprattutto, pazienza.</p><p>Per quanto riguarda la scrittura narrativa, per&#242;, &#232; difficile trovare di meglio.</p><p>Scrivener &#232; perfetto per organizzare un romanzo: capitoli separati, scene, appunti, schede personaggi, worldbuilding&#8230; tutto nello stesso progetto. &#200; uno di quei programmi che ti fanno sentire di avere finalmente il controllo del caos.</p><p>Se sei uno scrittore &#8220;medio&#8221; (nel senso buono del termine: qualcuno che vuole scrivere storie, non impaginare manualmente ogni dettaglio), &#232; praticamente ideale per la fase di stesura e organizzazione.</p><p>Diverso il discorso per l&#8217;universit&#224; o la scrittura pi&#249; &#8220;tecnica&#8221;.</p><p>Io ho provato a usarlo anche per lo studio, ma qui emergono i limiti: Scrivener non &#232; pensato per linguaggi come il Markdown o per la scrittura matematica (tipo formule in stile LaTeX). Si pu&#242; adattare, ma non &#232; il suo terreno naturale. Quindi per saggi semplici pu&#242; andare bene ma per testi pi&#249; scientifici o pieni di formule diventa scomodo. Non &#232; impossibile usarlo, ma richiede pi&#249; fatica rispetto ad altri strumenti pensati apposta.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/ho-comprato-scrivener-come-mi-trovo?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/ho-comprato-scrivener-come-mi-trovo?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><p><strong>Un&#8217;altra cosa importante: Scrivener premia la curiosit&#224;.</strong><br>Se ti piace smanettare, provare, capire come funzionano le cose, allora ti dar&#224; tantissimo.<br>Se invece cerchi qualcosa di immediato e pronto all&#8217;uso, potresti trovarti in difficolt&#224;.</p><p>Per chi non ha voglia di leggere un muro di testo, riassumiamo&#8230; </p><p>Scrivener &#232; perfetto per:</p><ul><li><p>romanzi</p></li><li><p>organizzazione di progetti complessi</p></li><li><p>scrittori che vogliono controllo e struttura</p></li></ul><p>Ma &#232; meno adatto per:</p><ul><li><p>scrittura accademica avanzata</p></li><li><p>formule matematiche o scientifiche</p></li><li><p>chi non ha voglia di &#8220;imparare&#8221; il programma</p></li></ul><p><strong>Lo ricomprerei? S&#236;.</strong> Senza pensarci due volte. Ma solo perch&#233; ho deciso di investirci tempo. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p>A presto!<br>-Erika</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Veni, Vidi, Vici. L’Architettura del Ritmo]]></title><description><![CDATA[Un insieme di idee messe per iscritto. Letteratura, scrittura e consigli.]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/p/veni-vidi-vici-larchitettura-del</link><guid isPermaLink="false">https://erikaragione87.substack.com/p/veni-vidi-vici-larchitettura-del</guid><dc:creator><![CDATA[Erika Ragione]]></dc:creator><pubDate>Fri, 03 Apr 2026 09:02:29 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/8abeb3d0-dd5f-414a-b092-2255a6caab34_1334x749.avif" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Hai mai fatto caso a come sono strutturate le grandi storie? I tre porcellini, i tre moschettieri, il passato-presente-futuro. Non &#232; un caso. Il numero 3 &#232; il numero pi&#249; piccolo che permette al cervello umano di identificare un <em>pattern</em>. </p><p>Nella scrittura, il tre rappresenta la soglia minima per creare una progressione. &#200; il momento in cui un elenco smette di essere un semplice accostamento e diventa una narrazione. Se dici &#8220;rosso e nero&#8221;, stai creando un contrasto. Se dici &#8220;rosso, nero e bianco&#8221;, stai definendo una tavolozza completa.<a class="footnote-anchor" data-component-name="FootnoteAnchorToDOM" id="footnote-anchor-1" href="#footnote-1" target="_self">1</a></p><h3>Il Potere della Sintesi: Cesare e il tricolon asindetico</h3><p>Se dovessimo eleggere un &#8220;ambasciatore&#8221; storico della Regola del 3, non potremmo che citare Giulio Cesare. Nel 47 a.C., dopo la vittoria contro Farnace II nel Ponto, invi&#242; al Senato romano un messaggio che sarebbe rimasto scolpito nella storia:</p><blockquote><p style="text-align: center;"><strong>&#8220;Veni, Vidi, Vici.&#8221;</strong></p></blockquote><ul><li><p><strong>Sintesi Estrema:</strong> Tre verbi ma un unico ritmo.</p></li><li><p><strong>Progressione Logica:</strong> Arrivo, osservazione, vittoria. </p></li><li><p><strong>Autorit&#224;:</strong> L&#8217;assenza di congiunzioni trasmette un senso di ineluttabilit&#224; e velocit&#224;.</p></li></ul><p>Se Cesare avesse scritto <em>&#8220;Sono arrivato, ho guardato la situazione e alla fine abbiamo vinto&#8221;</em>, oggi non lo ricorderemmo. La ergola del 3 trasforma un resoconto di guerra in un&#8217;icona del potere. Quando scrivi chiediti: sto usando troppe parole per dire qualcosa che una &#8220;triade&#8221; di verbi forti potrebbe scolpire nella loro memoria?</p><p>A me, per esempio, dicono che spiego troppo. E voi?</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/veni-vidi-vici-larchitettura-del/comments&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Lascia un commento&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/veni-vidi-vici-larchitettura-del/comments"><span>Lascia un commento</span></a></p><h3>La Struttura Narrativa: L&#8217;Inizio, il Centro, la Fine</h3><p>Ogni storia degna di nota si poggia sul tre. Aristotele lo aveva capito tempo fa nella sua <em>Poetica</em>: ogni intero deve avere un inizio, una met&#224; e una fine.</p><ul><li><p><strong>L&#8217;Atto I (L&#8217;Esposizione):</strong> Presenti il mondo e rompi l&#8217;equilibrio.</p></li><li><p><strong>L&#8217;Atto II (Il Conflitto):</strong> Introduci l&#8217;ostacolo e alzi la posta in gioco.</p></li><li><p><strong>L&#8217;Atto III (La Risoluzione):</strong> Sciogli i nodi e offri una catarsi.</p></li></ul><p>Anche in un semplice tip di scrittura o in una caption di Instagram, questa struttura garantisce che il messaggio venga &#8220;digerito&#8221; completamente.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3>La Tecnica del &#8220;2+1 bonus&#8221;</h3><p>Questa &#232; la parte pi&#249; avanzata della regola. Il tre non serve solo a dare armonia, serve anche a creare <strong>sorpresa</strong>. Il pattern funziona cos&#236;:</p><ol><li><p><strong>Elemento 1:</strong> Stabilisci la direzione.</p></li><li><p><strong>Elemento 2:</strong> Confermi la direzione (il cervello si rilassa, pensa di aver capito il gioco).</p></li><li><p><strong>Elemento 3:</strong> Spezzi la direzione con qualcosa di inaspettato.</p></li></ol><p><em>Esempio:</em> &#8220;Per essere un bravo scrittore servono un taccuino, una penna e la capacit&#224; di ignorare le notifiche di Instagram.&#8221; I primi due sono attesi, il terzo &#232; il &#8220;gancio&#8221; che connette l&#8217;autore al lettore attraverso l&#8217;ironia. Senza i primi due, la battuta finale non funzionerebbe.</p><h3>Il Ritmo nella Sintassi</h3><p>Scrivere &#232; come comporre musica. <br>Se usiamo sempre frasi della stessa lunghezza, creiamo un rumore che spinge il lettore ad abbandonare la pagina. La Regola del 3 pu&#242; essere applicata alla macro-struttura del paragrafo:</p><ul><li><p>Una frase breve per colpire.</p></li><li><p>Una frase media che espande il concetto e crea corpo.</p></li><li><p>Una frase lunga e articolata che esplode in una spiegazione dettagliata, portando il lettore per mano fino al punto finale.</p></li></ul><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/veni-vidi-vici-larchitettura-del?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/veni-vidi-vici-larchitettura-del?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><p>Se usata nel modo giusto pu&#242; funzionare e da un effetto piacevole all&#8217;occhio (e alla mente del lettore che comprende meglio cosa volete dire).</p><h3>Prova d&#8217;esercitazione</h3><p>Prendi l&#8217;ultimo paragrafo che hai scritto per il tuo progetto attuale. Cerca una descrizione o una lista di concetti.</p><ul><li><p>Se sono due elementi, aggiungine un terzo per dare completezza.</p></li><li><p>Se sono quattro o pi&#249;, seleziona i tre pi&#249; forti e taglia il resto. </p></li></ul><p>Non a tutti piace questa tecnica, e bisogna saperla padroneggiare per poterla utilizzare al meglio, per&#242; la trovo efficace ed efficiente in molti casi (scegliendo quelli giusti senza esagerare). </p><p></p><p>Noi ci troviamo sempre qui settimana prossima!<br>A presto!<br>-Erika</p><div class="footnote" data-component-name="FootnoteToDOM"><a id="footnote-1" href="#footnote-anchor-1" class="footnote-number" contenteditable="false" target="_self">1</a><div class="footnote-content"><p>E questo vale anche nella grafica e nella pubblicit&#224;, oltre che nel cinema! Il numero 3 non &#232; un must solo nella scrittura!!</p><p></p></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Dove nascono le storie? (Guida ai software 2026)]]></title><description><![CDATA[Scrivi ancora i tuoi libri sulle Note del telefono? Forse ho un&#8217;opzione migliore.]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/p/dove-nascono-le-storie-guida-ai-software</link><guid isPermaLink="false">https://erikaragione87.substack.com/p/dove-nascono-le-storie-guida-ai-software</guid><dc:creator><![CDATA[Erika Ragione]]></dc:creator><pubDate>Fri, 20 Mar 2026 10:03:32 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/fd34e221-22f7-4077-8cc7-72033508e724_600x400.avif" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;&#232; una domanda che ogni scrittore si sente fare: <em>&#8220;Ma tu, dove scrivi?&#8221;</em>.</p><p>Spesso la risposta &#232; &#8220;dove capita&#8221;, ma in realt&#224; il software che scegli dovrebbe essere un ufficio, la scrivania e, a volte, il peggior nemico. Niente scuse del tipo &#8220;non trovo l&#8217;app giusta&#8221;: ecco una modestissima mappa per orientarsi nel 2026.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><div><hr></div><h3>Per chi vuole essere ovunque</h3><p>Se inizi una frase sul bus e la finisci alla scrivania, hai bisogno di sincronizzazione totale.</p><ul><li><p><strong>Google Docs:</strong> Il porto sicuro. &#200; gratis, &#232; ovunque. Perfetto per le prime bozze o se lavori a pi&#249; mani. Cosa penso io? Sicuramente &#232; il pi&#249; sincronizzabile, ma personalmente la versione mobile a volte &#232; scomoda. Utile se non hai grafiche complicate da gestire.</p></li><li><p><strong>Microsoft Word:</strong> Il &#8220;male&#8221; necessario. Se devi mandare un file a un editore, il formato .docx &#232; la legge per la correzione di bozze (anche se a volte accettano i .pdf). Cosa penso io? Trovo comodo poterlo sincronizzare con Google Drive e Docs ed &#232; la funzione che uso di pi&#249;. Ma anche questo ha gli stessi difetti di Google Docs, seppure pi&#249; gestibili. A mio avviso funziona meglio, ma sono molto simili.</p></li><li><p><strong>Obsidian:</strong> Il mio preferito per chi ama il caos organizzato. Non &#232; tanto comodo per scrivere, quanto per organizzare world building/personaggi. Per scrivere le bozze non lo consiglio per il formato (.md invece di .docs/.pdf). Per un professionista il Markdown &#232; una manna per l&#8217;esportazione pulita, ma appunto richiede la professionalit&#224;. In generale l&#8217;ho trovato molto versatile, ma non utile per le bozze finali.</p></li><li><p><strong>Notion:</strong> Molto simile a Obsidian per certi versi. Io lo trovo comodo per altro, ma ci sarebbe da farci un contenuto a parte perch&#233; ha troppe funzioni. Utile magari per le bozze/organizzazione, ma per la stesura uffuciale non va bene.</p></li></ul><p>Esistono anche diversi siti, ma ne ho provati troppi pochi per farci un resoconto dettagliato.</p><div><hr></div><h3>Android</h3><p>Per chi usa il tablet o scrive nei ritagli di tempo sullo smartphone. Ho fatto un po&#8217; di ricerche e ho trovato due applicazioni che potrebbero fare al caso vostro. Se li usate fatemi sapere cosa ne pensate!</p><ul><li><p><strong>JotterPad:</strong> Interfaccia pulita, supporto per il formato font e sceneggiatura. &#200; l&#8217;app che trasforma il tuo tablet in una macchina da scrivere professionale.</p></li><li><p><strong>Writer Plus:</strong> Minimalismo puro.</p></li></ul><div><hr></div><h3>Windows</h3><p>Se la tua postazione fissa &#232; un PC, andrei su questi.</p><ul><li><p><strong>Scrivener:</strong> Il re indiscusso. Ti permette di gestire capitoli, ricerche, schede personaggi e bozze nello stesso progetto. Se stai scrivendo una trilogia, Scrivener &#232; il tuo migliore amico. La cosa negativa &#232; il costo. 70 euro per qualcosa che si pu&#242; avere gratis con altri software non tutti sono disposti a spenderli.</p></li><li><p><strong>FocusWriter:</strong> Quando le notifiche di Windows iniziano a dar fastidio, questa app nasconde tutto tranne il foglio bianco.</p></li></ul><div><hr></div><h3>iPhone/Mac</h3><p>L&#8217;ecosistema Apple offre strumenti che sono gioie per gli occhi (e per la produttivit&#224;).</p><ul><li><p><strong>Pages:</strong> Spesso sottovalutato perch&#233; gratuito, ma &#232; fluido ed elegante. Ideale per chi vuole che la pagina sia bella gi&#224; mentre la scrive. L&#8217;ho utilizzato alle superiori e non &#232; male. Non lo usavo tanto (e probabilmente male), ma &#232; molto simile a Word.</p></li><li><p><strong>Ulysses:</strong> Probabilmente l&#8217;esperienza di scrittura pi&#249; raffinata su Mac. Gestisce tutto in Markdown, come obsidian, e ti permette di pubblicare direttamente su WordPress o Medium.</p></li><li><p><strong>Bear:</strong> Per chi scrive pensieri brevi o poesie. I tag sono il suo punto di forza.</p></li></ul><div><hr></div><h3>Cosa consiglio io?</h3><p>Adesso mi sto trovando bene con Word, ma conoscendomi dopodomani mi troverete a scrivere su Scriverer o Notion. In generale non perdete troppo tempo a scegliere l&#8217;app perfetta. Divertievi a sperimentare solo che vi interessa farlo. <br>La migliore app &#232; quella che apri e che ti fa venire voglia di battere sui tasti.</p><p><strong>Voi cosa usate? Siete del team &#8220;Minimalismo totale&#8221; o &#8220;Voglio mille funzioni&#8221;? Rispondetemi alla mail e ne parliamo! Vi leggo tutti!</strong></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/dove-nascono-le-storie-guida-ai-software?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/dove-nascono-le-storie-guida-ai-software?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><p>Noi ci sentiamo settimana prossima con un&#8217;intervista speciale! A presto.</p><p>-Erika</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Sopravvivere ai Beta Reader (e farne tesoro)]]></title><description><![CDATA[Per uno scrittore &#232; importante avere dei beta reader. Ma chi sono e quando sono utili?]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/p/sopravvivere-ai-beta-reader-e-farne</link><guid isPermaLink="false">https://erikaragione87.substack.com/p/sopravvivere-ai-beta-reader-e-farne</guid><dc:creator><![CDATA[Erika Ragione]]></dc:creator><pubDate>Fri, 20 Feb 2026 10:01:26 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/3173d46e-b96e-4600-8ff7-f517ea250bcd_500x333.avif" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere &#232; un atto solitario, ma pubblicare &#232; un atto collettivo. Arriva un momento, nella vita di ogni manoscritto, in cui le pareti della nostra mente diventano troppo strette per la storia che abbiamo creato. &#200; il momento in cui dobbiamo smettere di essere gli unici custodi dei nostri personaggi e permettere a qualcun altro di varcare la soglia: entrano in gioco i <strong>Beta Reader</strong>.</p><p>Molti autori confondono questa fase con la revisione editoriale o, peggio, con la ricerca di approvazione. Ma il beta reading non &#232; nessuna delle due cose. &#200; un collaudo tecnico. &#200; il crash test prima di lanciare l&#8217;auto in autostrada.</p><div><hr></div><h3>Chi sono (e chi non sono) i Beta Reader?</h3><p>Il primo errore che commettiamo &#232; mandare il file alla mamma, al migliore amico o al partner. Non perch&#233; non siano persone intelligenti, ma perch&#233; vi vogliono bene. Il loro giudizio sar&#224; sempre inquinato dall&#8217;affetto: o saranno troppo buoni per non ferirvi, o saranno prevenuti perch&#233; conoscono la vostra storia personale.</p><p>Un buon Beta Reader deve avere tre caratteristiche fondamentali:</p><ol><li><p><strong>Deve essere un lettore forte del tuo genere:</strong> Se scrivi un thriller psicologico, non darlo in mano a chi legge solo saggi storici. Non capirebbe i trope, i ritmi e le aspettative del tuo pubblico di riferimento.</p></li><li><p><strong>Deve essere onesto fino alla crudelt&#224; (gentile):</strong> Hai bisogno di qualcuno che ti dica &#8220;qui mi sono annoiato&#8221; o &#8220;questo dialogo suona finto&#8221;.</p></li><li><p><strong>Deve saper argomentare:</strong> Un &#8220;non mi piace&#8221; &#232; inutile. Un &#8220;non mi piace perch&#233; il protagonista compie un&#8217;azione incoerente con quanto detto nel capitolo due&#8221; &#232; un tesoro.</p></li></ol><p><strong>Il mio consiglio:</strong> cerca 3 o 5 persone. Un numero dispari aiuta a risolvere i dubbi quando i pareri sono contrastanti.</p><div><hr></div><h3>Preparare il &#8220;Manuale d&#8217;Istruzioni&#8221;</h3><p>Non potete lanciare il vostro PDF nel vuoto e sperare che torni indietro con le note giuste. Per ottenere il massimo dai vostri lettori, dovete guidarli. Come? Creando un piccolo <strong>questionario di lettura</strong>.</p><p>Dividete il feedback in macro-aree. Ecco cosa dovreste chiedere:</p><ul><li><p><strong>Il Ritmo:</strong> Ci sono punti in cui la narrazione rallenta troppo? Hai avuto la tentazione di saltare delle pagine?</p></li><li><p><strong>I Personaggi:</strong> Ti sei sentito connesso con il protagonista? Quale personaggio ti &#232; sembrato superfluo o poco caratterizzato?</p></li><li><p><strong>La Trama:</strong> Il finale &#232; soddisfacente? Ci sono &#8220;buchi&#8221; logici che non tornano?</p></li><li><p><strong>L&#8217;Ambientazione:</strong> Riuscivi a visualizzare i luoghi? Erano troppo descritti o troppo poco?</p></li></ul><p>Dare una struttura ai commenti aiuta il beta reader a non sentirsi sopraffatto e garantisce a voi di ricevere risposte su ci&#242; che vi preme davvero correggere.</p><div><hr></div><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3>L&#8217;impatto con il feedback: La Regola delle 48 ore</h3><p>Arriva l&#8217;email. Apri il file e vedi i commenti a margine. Il cuore accelera. Leggi una nota: <em>&#8220;Questo capitolo &#232; confuso, non si capisce chi sta parlando&#8221;</em>. La tua prima reazione sar&#224; difensiva: <em>&#8220;Ma come? &#200; chiarissimo! Se non lo capisci &#232; perch&#233; non sei stato attento!&#8221;</em>.</p><p>La regola d&#8217;oro &#232;: <strong>non rispondere mai a caldo.</strong> Chiudi il file, spegni il computer e vai a farti una camminata. Lascia che il feedback &#8220;decanti&#8221; per almeno 48 ore. Quando l&#8217;emozione iniziale (spesso un misto di frustrazione e vulnerabilit&#224;) si sar&#224; placata, rileggi il commento. Ti accorgerai che, se il lettore si &#232; confuso, la colpa non &#232; della sua distrazione, ma della tua scrittura che non &#232; stata abbastanza incisiva.</p><p>Se devi spiegare a voce una scena a un beta reader, significa che quella scena non funziona sulla carta. E il lettore finale non avr&#224; te seduto accanto sul divano a spiegargli cosa intendessi dire.</p><div><hr></div><h3>Filtrare i consigli: tu sei il capitano della Tua nave</h3><p>Accettare i feedback non significa riscrivere il libro seguendo ogni capriccio dei lettori. Se lo facessi, otterresti un mostro di Frankenstein senza anima.</p><p>Esistono due tipi di feedback:</p><ul><li><p><strong>Feedback Oggettivi/Tecnici:</strong> Errori di logica, incongruenze temporali, cali di ritmo evidenti. Questi vanno ascoltati quasi sempre.</p></li><li><p><strong>Feedback Soggettivi:</strong> <em>&#8220;Preferirei che il protagonista fosse pi&#249; simpatico&#8221;</em>. Qui devi decidere tu. Se il tuo obiettivo era creare un personaggio respingente e il lettore lo trova antipatico, allora hai fatto centro!</p></li></ul><p>Cerca i <strong>pattern</strong>. Se un solo beta reader dice che la fine &#232; troppo veloce, pu&#242; essere un parere isolato. Se lo dicono tutti e tre, allora hai un problema strutturale che va risolto assolutamente.</p><div><hr></div><h3>Il valore del &#8220;No&#8221;</h3><p>Imparare a dire di no a un suggerimento &#232; importante quanto imparare a dire di s&#236;. Il beta reader ti offre una prospettiva, ma la visione finale &#232; la tua. Il segreto &#232; capire <em>perch&#233;</em> hanno fatto quel commento.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/sopravvivere-ai-beta-reader-e-farne?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/sopravvivere-ai-beta-reader-e-farne?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><p></p><p>I beta reader sono l&#236; per aiutarti a renderlo solido abbastanza da resistere alla prova del tempo e del mercato. Trattali bene, ringraziali (magari citandoli nei ringraziamenti ufficiali) e, soprattutto, impara a guardare il tuo testo con i loro occhi. Solo cos&#236; passerai dall&#8217;essere uno che scrive all&#8217;essere un Autore.</p><div><hr></div><p><strong>Cosa ne pensate di questo approccio?</strong> Avete gi&#224; avuto esperienze con i beta reader o l&#8217;idea vi terrorizza ancora? Rispondetemi nei commenti o via email, mi piacerebbe conoscere le vostre storie di &#8220;sopravvivenza editoriale&#8221;.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/sopravvivere-ai-beta-reader-e-farne/comments&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Lascia un commento&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/sopravvivere-ai-beta-reader-e-farne/comments"><span>Lascia un commento</span></a></p><p>Noi ci vediamo tra due settimane con la prossima tips e settimana prossima con un&#8217;intervista ad un nuovo scrittore. Grazie per supportarmi sempre.</p><p>-Erika</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Cosa vuol dire scrivere? Perché si scrive?]]></title><description><![CDATA[Affrontiamo un tema delicato per ogni scrittore. "Cosa significa scrivere?"]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/p/cosa-vuol-dire-scrivere-perche-si</link><guid isPermaLink="false">https://erikaragione87.substack.com/p/cosa-vuol-dire-scrivere-perche-si</guid><dc:creator><![CDATA[Erika Ragione]]></dc:creator><pubDate>Fri, 06 Feb 2026 10:02:21 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/a9d4253b-448f-4274-8ca6-1c64efc948dc_612x407.webp" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni ho trovato un post sui social che diceva:</p><p>&#8220;Hello. Today I want to talk about something very important. I want to talk about writing. Yes, writing. Writing is not just words on paper. It is more than letters and sentences. It is a way to understand life and express what is inside us. Sometimes we carry many feelings inside us. We feel happy, sad, afraid, or confused. We want to talk, but we do not know how. Writing helps us speak when our voice is silent and makes our heart lighter. You do not need to be perfect to write. You do not need big words. Simple and honest words can be strong. One sentence can change a thought, and one page can change a day. Writing helps us understand ourselves. When we write, we think and grow. Writing can heal pain and bring peace. It is a safe place where we can be ourselves. Write when you are tired or happy. Write about your dreams, fears, and small moments. Every word you write adds meaning to your life.&#8221;</p><p>Per chi avesse difficolt&#224; con l&#8217;inglese, metto la versione tradotta.</p><p>&#8221;Oggi voglio parlare di qualcosa di molto importante. Voglio parlare della scrittura. S&#236;, scrittura. Scrivere non &#232; solo mettere parole su un foglio. &#200; molto pi&#249; di lettere e frasi. &#200; un modo per comprendere la vita ed esprimere ci&#242; che abbiamo dentro. A volte portiamo dentro di noi molte emozioni. Ci sentiamo felici, tristi, spaventati o confusi. Vorremmo parlare, ma non sappiamo come fare. La scrittura ci aiuta a parlare quando la nostra voce &#232; silenziosa e rende il cuore pi&#249; leggero. Non devi essere perfetto per scrivere. Non servono parole grandi. Parole semplici e sincere possono essere forti. Una frase pu&#242; cambiare un pensiero, e una pagina pu&#242; cambiare una giornata. Scrivere ci aiuta a capire chi siamo. Quando scriviamo, pensiamo e cresciamo. La scrittura pu&#242; guarire il dolore e portare pace. &#200; un luogo sicuro in cui possiamo essere noi stessi. Scrivi quando sei stanco o felice. Scrivi dei tuoi sogni, delle tue paure e dei piccoli momenti. Ogni parola che scrivi aggiunge significato alla tua vita.&#8221;</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p>Mi ritrovo molto nelle parole di questo post e tengo a esporvi il mio pensiero.</p><p>Scrivere tanti lo vedono come un modo bizzarro di sfogarsi. Chi non lo prova lo descrive come &#8220;un metodo come gli altri per buttare gi&#249; pensieri che poi restano l&#236;&#8221;.</p><p>Ma in realt&#224; non penso sia cos&#236;. Io personalmente scrivo per diversi motivi. Le raccolte di poesie o i flussi di coscienza spesso vengono da effettivi sfogi o pensieri personali. Magari un po&#8217; ingigantiti o scritti con chiave poetica. I romanzi o i racconti brevi non hanno quest&#8217;utilit&#224;.</p><p>Per me scrivere un manoscritto da 200/300 pagine serve a molto pi&#249; che sfogarsi. Lasciare un messaggio al mondo, lanciare proiettili di verit&#224; sotto forma di lettere. Serve a me, per mettere gi&#249; ci&#242; che provo o penso, e agli altri, per imparare dagli errori dei personaggi. Banalmente anche solo saper fare scelte in base alle conseguenze che hanno avuto.</p><p>Il post sopra probabilmente intendeva lo scrivere flussi di coscienza, ma credo che ci sia molto di pi&#249;.</p><p>Intervistando scrittori da tutta Italia ho potuto vedere che ognuno ha i suoi motivi per buttare gi&#249; le idee e formarci un&#8217;opera letteraria. C&#8217;&#232; chi vuole <em>Dare vita a un mondo che hai dentro.</em> Chi lo fa perch&#232; <em>Mi piace raccontare, costruire i personaggi.</em> Ognuno ha i suoi motivi, assolutamente rispettabili, e nessuno pu&#242; toglierteli.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/cosa-vuol-dire-scrivere-perche-si?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/cosa-vuol-dire-scrivere-perche-si?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><p>Questo era il mio pensiero a riguardo. Voi cosa ne pensate? Noi ci salutiamo e ci vediamo settimana prossima con l&#8217;intervista di un&#8217;amica di Jack Solo. A presto!</p><p>-Erika</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il libro che non finisci non è una mancanza]]></title><description><![CDATA[Lasciare un libro a met&#224; sembra sempre una sconfitta. Eppure, alcuni dei libri che mi hanno insegnato di pi&#249; sono proprio quelli che non ho mai concluso.]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/p/il-libro-che-non-finisci-non-e-una</link><guid isPermaLink="false">https://erikaragione87.substack.com/p/il-libro-che-non-finisci-non-e-una</guid><dc:creator><![CDATA[Erika Ragione]]></dc:creator><pubDate>Fri, 23 Jan 2026 10:01:40 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/a6ff8825-c3af-4536-a3c3-d9a63dd36cbe_500x333.avif" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Nel mondo dei lettori sta spopolando l&#8217;idea che un libro vada necessariamente finito. Come se interrompere una lettura fosse una mancanza di rispetto, o peggio una sconfitta personale.</p><p>Con il tempo, sto imparando a capire che un libro non deve per forza accompagnarti fino all&#8217;ultima pagina. Anche chiuderne uno pu&#242; essere utile. Il fatto che non ti sta parlando pi&#249; &#232; una risposta.</p><p>Quando non finisci un libro, stai dicendo qualcosa su di te. Sul periodo che stai attraversando, sulle energie che hai, su quello che in quel momento riesci, o non riesci, a sostenere. Ci sono libri che chiedono una presenza che non puoi dare. Magari  arrivano nel momento sbagliato, non &#232; giunto il loro momento. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><h3>Interrompere una lettura non &#232; sempre un addio</h3><p>Molti libri non finiscono, ma aspettano. Diventano promesse non mantenute, finch&#233; un giorno non li riprendi e ti sembrano completamente diversi. E loro sono sempre uguali. </p><p>Non tutte le storie sono fatte per noi in ogni fase della vita. Anzi, di solito ogni racconto ha il suo momento nella vita per funzionare.</p><p>Un esempio &#232; la mia raccolta <em>Biografia di amori imprudenti</em>. L&#8217;ho scritta immaginando un pubblico giovane, adolescente. Probabilmente un lettore di 30,40 o 70 anni non la apprezzerebbe allo stesso modo.  <em>Non sarebbe il suo momento.</em></p><h3>Cosa pu&#242; insegnare una storia lasciata a met&#224;</h3><p>Un libro lasciato a met&#224; ti insegna che tipo di lettore sei diventato, quali temi non ti rispecchiano (stesso discorso pu&#242; valere per il genere o i trope), che ritmo ti stanca e quale invece ti tiene vivo. </p><p>E se scrivi, ti insegna anche dove una storia pu&#242; perdere il lettore. Dove l&#8217;attenzione cala. Dove l&#8217;urgenza si spegne. E impari anon commettere gli stessi errori. Un libro che non ti convince insegna di pi&#249; del romanzo perfetto.</p><h3>La mia esperienza personale</h3><p>Per molto tempo ho vissuto i libri non finiti come una colpa. Poca costanza, poca pazienza, poca seriet&#224;. Poi ho iniziato a guardarli meglio. Continuare una lettura solo per principio &#232; spesso meno onesto che fermarsi. Da quando ho smesso di forzarmi, leggo meglio. E, in un certo senso, scrivo anche meglio.</p><p>Un esempio di libro che non mi ha convinto &#232; <em>Yellowface</em>. Sto leggendo la saga de <em>La guerra dei papaveri, </em>ma nonostante sia la stessa scrittrice la musica cambia totalmente. Nel primo trovavo continuamente errori stilistici, ortografici e grammaticali. Nel secondo c&#8217;&#232; stata una cura al dettaglio pi&#249; rilevante. Probabilmente, quasi sicuramente, non &#232; colpa della scrittrice quanto svista dei correttori di bozze o editor, (il libro originale &#232; in inglese, gli errori di ortografia non poteva fari in un&#8217;altra lingua), per&#242; mi ha permesso di imparare ugualmente. Ed &#232; questa secondo me la forza dei libri &#8220;abbandonati&#8221;.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/il-libro-che-non-finisci-non-e-una?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/il-libro-che-non-finisci-non-e-una?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><p>Oggi ho deciso di trattare un argomento forse un po&#8217; corto, ma degno di nota. Troppo spesso sui social vengono fatte somme e calcoli dei libri letti o non letti durante un determinato periodo di tempo. A lungo andare diventa stressante per il lettore medio, quello che magari fatica ad arrivare a tre libri al mese per intenderci.</p><p><br>Noi ci rivediamo qui tra due settimane. A presto!</p><p>-Erika</p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Playlist, rituali e routine nella scrittura]]></title><description><![CDATA[Entrare nel mood giusto per scrivere non &#232; questione di ispirazione.]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/p/playlist-rituali-e-routine-nella</link><guid isPermaLink="false">https://erikaragione87.substack.com/p/playlist-rituali-e-routine-nella</guid><dc:creator><![CDATA[Erika Ragione]]></dc:creator><pubDate>Fri, 26 Dec 2025 19:18:37 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/c90cfd6f-b267-4e00-9a92-dab34e4933e4_500x334.avif" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Entrare nel mood giusto per scrivere &#232; una delle sfide pi&#249; sottovalutate del processo creativo. Spesso manca <strong>il passaggio mentale</strong> tra la vita quotidiana e la pagina bianca.</p><p>Inizia molto prima: nel modo in cui ti prepari, in come lasci andare ci&#242; che stavi facendo prima, nel tempo che ti concedi per <em>atterrare</em>.</p><p>Playlist, rituali e routine non sono superstizioni da scrittori eccentrici: sono <strong>strumenti di transizione</strong>.<br>Piccoli gesti che aiutano a spostarsi da <em>persona che vive</em> a <em>persona che scrive</em>.</p><p>E ovviamente non funzionano allo stesso modo per tutti.</p><h3>La playlist: creare uno spazio mentale</h3><p>La musica non serve solo a &#8220;fare compagnia&#8221;. Serve a <strong>costruire un&#8217;atmosfera coerente</strong>, una bolla emotiva dentro cui le parole possono muoversi pi&#249; liberamente.</p><p>C&#8217;&#232; chi scrive solo in silenzio e chi non riesce senza una colonna sonora precisa.<br>Alcuni scelgono musica strumentale per non essere distratti, altri associano un genere o un artista a un progetto specifico.<br>C&#8217;&#232; chi ascolta sempre la stessa playlist e chi la cambia in base all&#8217;umore o alla scena da scrivere.</p><p>La cosa interessante &#232; questa:<br>quando ascolti spesso la stessa musica mentre scrivi, <strong>il cervello impara ad associare quei suoni a uno stato di concentrazione</strong>.<br>Diventano una scorciatoia emotiva, un interruttore invisibile.</p><p>Non &#232; tanto la musica in s&#233; a fare la differenza, quanto <strong>la ripetizione</strong>.<br>Quel riconoscere un suono e pensare, anche inconsciamente: <em>ok, adesso si scrive</em>.</p><blockquote><p>L&#8217;abitudine della musica, della candela, dei rituali servono a prendere coscienza di star iniziando a scrivere.</p></blockquote><p><strong>La mia esperienza<br></strong>Io non ho playlist per il singolo manoscritto che ho intenzione di pubblicare. La musica mi aiuta e, anzi, mi ispira. Non so scrivere senza avere le orecchie occupate :D.</p><h3>I rituali: piccoli gesti che contano</h3><p>Un rituale non deve essere complicato. Anzi, pi&#249; &#232; semplice, pi&#249; funziona.</p><p>Pu&#242; essere:</p><ul><li><p>preparare una tazza di t&#232; o caff&#232;</p></li><li><p>accendere una candela</p></li><li><p>aprire sempre lo stesso documento</p></li><li><p>sistemare la scrivania</p></li><li><p>scrivere una frase a mano prima di iniziare</p></li></ul><p>Il rituale serve a creare <strong>continuit&#224;</strong>, soprattutto nei giorni in cui la motivazione &#232; bassa. C&#8217;&#232; qualcosa di rassicurante nel ripetere sempre lo stesso inizio. Ti ricorda che non devi inventare tutto da capo, ogni volta. &#200; <strong>ripetizione consapevole</strong> e, col tempo, diventa un segnale chiaro per il cervello: <em>questo &#232; tempo di scrittura</em>. Non so come spiegarlo, ma fare certe cose (soprattutto se di sera/mattina presto) mi da proprio senso di &#8220;entrare in modalit&#224; scrittura&#8221;. </p><p><strong>La mia esperienza<br></strong>Normalmente quasi tutte le cose che ho detto sopra le faccio prima di iniziare una sessione. Tranne sistemare, o mantengo il caos che c&#8217;&#232; oppure sono troppo ordinata per avere qualcosa da ripulire. No vie di mezzo. Il t&#233; caldo, o una bitiba fresca, &#232; d&#8217;obbligo! La frase a mano di solito &#232; nell&#8217;agenda: segno cosa voglio fare e per quanto tempo. Poi apro google calendar, word (con il documento chiamato acronimo_PS) e si inizia. <br>Personalmente non sono cose che faccio sempre, soprattutto quando magari ho poco tempo o ho la giornata piena. Per&#242; a me aiuta.</p><h3>Le routine: scrivere diventa <em>sostenibile</em></h3><p>La parola &#8220;routine&#8221; spaventa molti scrittori perch&#233; sembra togliere libert&#224;.<br>Sembra suggerire rigidit&#224;, obblighi, perdita di spontaneit&#224;. In realt&#224;, una buona routine <strong>protegge la scrittura</strong>.</p><p>Routine non significa:</p><ul><li><p>scrivere ogni giorno per tre ore</p></li><li><p>avere orari perfetti</p></li><li><p>essere produttivi a ogni sessione</p></li></ul><p>Molti scrivono tutti i giorni, ma in realt&#224; &#232; molto soggettivo. Io nel mio periodo creativo arrivo a fare anche due sessioni in un giorno, nonostante siano magari corte, mentre nei periodi di blocco non scrivo per settimane! In realt&#224; avere routine vuol dire sapere <strong>quando</strong> e <strong>in che condizioni</strong> scrivere &#232; pi&#249; facile per te.</p><p>Anche solo:</p><ul><li><p>stessa ora</p></li><li><p>stesso posto</p></li><li><p>stesso approccio iniziale</p></li></ul><p>La routine riduce la fatica decisionale. E meno decisioni devi prendere, pi&#249; energie restano per le parole. Scrivere diventa meno una <em>lotta</em> e pi&#249; un <em>appuntamento</em>.</p><p><strong>La mia esperienza<br></strong>Come dicevo prima, scrivo soprattutto di sera o mattina presto. Mi piace dormire fino a tardi, quindi se posso permettermelo scrivo la sera. Oltre a questo non ho grandi processi: ho voglia di scrivere e scrivo. Poi magari preparo il t&#233; e accendo una candela, ma tutto ci&#242; che anticipavo raramente lo faccio insieme. </p><h3>E se non funziona? </h3><p>Ci saranno giorni in cui:</p><ul><li><p>la playlist d&#224; fastidio</p></li><li><p>il rituale sembra vuoto</p></li><li><p>la routine non regge</p></li></ul><p>Gli strumenti servono <strong>quando aiutano</strong>, non quando diventano un&#8217;altra forma di pressione. Non sono regole da seguire. Scrivere non &#232; sempre entrare nel mood giusto.<br>A volte &#232; scrivere <em>nonostante</em> il mood sbagliato. <br>Io ad esempio scrivo scene in cui i personaggi sono felici, anche se mi sento triste. Ma di questo ne parleremo un altro giorno. Comunque va bene cos&#236;. Non dev&#8217;essere legge (se no &#232; stressante). Dovrebbe servire a rilassare invece.</p><p><em>Questa settimana prova una cosa sola:<br>scegli un gesto, ripetilo ogni volta prima di scrivere e osserva cosa cambia.</em></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p>Playlist, rituali e routine non rendono uno scrittore migliore, ma Rendono la scrittura <strong>pi&#249; accessibile</strong>, pi&#249; gentile e pi&#249; possibile. E spesso, &#232; tutto ci&#242; che serve.</p><p><em>Se ti va, rispondi a questa mail e raccontami:<br>hai una playlist, un rituale o una routine che ti aiuta a scrivere?</em></p><p>Io sono Erika, e questa era una nuova mail da parte di Tips d&#8217;Autore, di The Draft! Ci vediamo settimana prossima con una nuova intervista. A presto!</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/playlist-rituali-e-routine-nella?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/playlist-rituali-e-routine-nella?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Scrivere per capirsi]]></title><description><![CDATA[Perch&#233; il journaling &#232; l&#8217;alleato segreto degli scrittori]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/p/scrivere-per-capirsi</link><guid isPermaLink="false">https://erikaragione87.substack.com/p/scrivere-per-capirsi</guid><dc:creator><![CDATA[Erika Ragione]]></dc:creator><pubDate>Fri, 12 Dec 2025 10:02:48 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/9e07b79f-d4dc-4bcd-b536-a34483c46b35_612x323.webp" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;&#232; una cosa che quasi tutti gli scrittori sperimentano: la sensazione di non possedere completamente la propria voce.<br>A volte scriviamo pagine e pagine di romanzo, ma non sappiamo davvero <em>chi</em> siamo mentre scriviamo, o cosa stiamo cercando di dire.<br>Il journaling serve proprio a questo: a rimetterci al centro, a guardarci dentro senza filtri, a scoprire cosa si muove dietro le storie che vogliamo raccontare.</p><p>Molti lo considerano un passatempo creativo, quasi un vezzo estetico &#8212; quaderni belli, penne speciali, rituali da film indie.<br>In realt&#224; il journaling &#232; uno degli strumenti pi&#249; potenti per chi vive di narrazioni.<br>&#200; un laboratorio privato, un terreno di prova, una stanza dove puoi scrivere male, benissimo, o in modo caotico, senza nessuno che osserva.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto The Draft! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><h2><strong>Il journaling come fondamento della voce narrativa</strong></h2><p>Ogni scrittore ha una voce interiore, ma non sempre la riconosce.<br>Quando lavori a un romanzo, senti la pressione della coerenza, della qualit&#224;, della struttura.<br>Il journaling ti libera da tutto questo: ti concede un luogo in cui puoi essere autentica, persino disordinata.</p><p>Quando scrivi senza aspettative:</p><ul><li><p>emergono parole che non pensavi di avere,</p></li><li><p>si rivelano paure e desideri sotterranei,</p></li><li><p>capisci quali temi ti ossessionano davvero.</p></li></ul><p>Tutto ci&#242; non rimane &#8220;solo tuo&#8221;: lentamente ricompare nei personaggi, nelle scelte stilistiche, nei conflitti narrativi.</p><h2><strong>Tre forme di journaling che cambiano il modo di scrivere</strong></h2><h4><strong>Journaling emotivo</strong></h4><p>&#200; il pi&#249; istintivo, quello che fai quando ti senti agitata, confusa o sovraccarica.<br>Gli scrittori, spesso, hanno il problema opposto: comprano taccuini, ma non vi mettono mai le emozioni reali.<br>Eppure sono proprio quelle che danno sostanza alla narrativa.</p><p>Scrivere su ci&#242; che provi:</p><ul><li><p>ti permette di riconoscere pattern emotivi che si riflettono nelle tue storie;</p></li><li><p>allena l&#8217;empatia con i personaggi;</p></li><li><p>ti aiuta a capire perch&#233; certe scene ti arrivano pi&#249; di altre.</p></li></ul><p>Il lettore percepisce quando un personaggio &#232; costruito a tavolino e quando nasce da un&#8217;emozione autentica.</p><h4><strong>Journaling creativo</strong></h4><p>Qui il tono cambia: diventa un taccuino d&#8217;appunti narrativi, una scatola magica.<br>Molti autori credono che le idee &#8220;arrivino&#8221; e basta. In realt&#224; arrivano, s&#236; &#8212; e poi scompaiono se non le catturi.</p><p>In questo tipo di journaling puoi:</p><ul><li><p>scrivere scene lampo,</p></li><li><p>appuntare dialoghi sentiti per strada,</p></li><li><p>descrivere immagini che ti colpiscono,</p></li><li><p>annotare episodi quotidiani che potrebbero ispirare un capitolo.</p></li></ul><p>Il journaling creativo trasforma il mondo in materiale narrativo.</p><h4><strong>Journaling tecnico (o di processo)</strong></h4><p>&#200; il pi&#249; sottovalutato, ma forse il pi&#249; utile per chi sta lavorando a un libro.</p><p>Qui puoi annotare:</p><ul><li><p>cosa ha funzionato nella sessione di scrittura,</p></li><li><p>cosa ti ha bloccato,</p></li><li><p>quali strumenti o ritmi ti hanno aiutato,</p></li><li><p>quali obiettivi vuoi darti per la prossima volta.</p></li></ul><p>Serve per riconoscere in modo oggettivo <em>come</em> scrivi meglio.<br>&#200; un feedback continuo su te stessa, che a lungo andare rende il processo meno faticoso e pi&#249; lucido.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/scrivere-per-capirsi?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/scrivere-per-capirsi?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><h2><strong>Perch&#233; il journaling sblocca la mente</strong></h2><p>Quando scrivi un romanzo, accumuli dentro di te tensione narrativa: dubbi, domande, idee incerte, scene da decidere.<br>Se rimangono tutte nella testa, diventano confusione.<br>Il journaling &#232; come aprire una finestra.</p><p><strong>Ti chiarisce i nodi</strong></p><p>Scrivere a mano le domande (&#8220;Perch&#233; questo personaggio mente?&#8221;, &#8220;Cosa nasconde questa scena?&#8221;) ti aiuta a vedere meglio il problema.</p><p><strong>Riduce l&#8217;ansia da pagina bianca</strong></p><p>Non inizi da zero: arrivi alla sessione di scrittura &#8220;calda&#8221;, gi&#224; con la mente attiva.</p><p><strong>Moltiplica le idee</strong></p><p>Pi&#249; scrivi liberamente, pi&#249; i collegamenti emergono.<br>&#200; come allenare un muscolo creativo: ogni giorno diventa pi&#249; reattivo.</p><h2><strong>Come iniziare se sei convinta di non avere tempo</strong></h2><p>Il mito dei 30 minuti di journaling perfetti, con luce soffusa e silenzio totale, &#232; appunto&#8230; un mito. La verit&#224; &#232; che basta pochissimo.</p><p>Ecco quattro versioni sostenibili e fattibili per la vita piena:</p><p><strong>&#8226; Il journaling da un minuto<br></strong>Scrivi una frase per descrivere la tua energia creativa.<br>Funziona come un termometro emotivo.</p><p><strong>&#8226; Il journaling da pendolare<br></strong>Sul telefono, tra una fermata e l&#8217;altra: due righe su ci&#242; che ti gira in testa.</p><p><strong>&#8226; Il journaling rituale<br></strong>Dieci minuti all&#8217;inizio della sessione di scrittura per &#8220;sgrossare&#8221; i pensieri.</p><p><strong>&#8226; Il journaling serale<br></strong>Una pagina per chiudere il giorno e aprire spazio per il domani.</p><p>Per questo percorso &#232; necessaria solo la continuit&#224;. Niente scadenze o obblighi, perch&#233; sarebbe controproducente.</p><h2><strong>Cosa cambia davvero dopo qualche settimana</strong></h2><p>Il journaling non trasforma solo la tua scrittura: trasforma te, che scrivi. Dopo un po&#8217; potresti notare:</p><ul><li><p>pi&#249; chiarezza mentale,</p></li><li><p>meno autocritica mentre scrivi,</p></li><li><p>una voce pi&#249; solida e riconoscibile,</p></li><li><p>una capacit&#224; nuova di percepire i conflitti dei personaggi,</p></li><li><p>un coraggio maggiore nel toccare temi delicati.</p></li></ul><p>E, soprattutto, un miglioramento invisibile ma fondamentale: <strong>diventi pi&#249; onesta con te stessa</strong>.<br>Questo si traduce immediatamente in personaggi pi&#249; veri e in una narrazione pi&#249; potente.</p><h2><strong>Il journaling come archivio segreto di un romanzo</strong></h2><p>Molti scrittori non lo sanno, ma il journaling &#232; una miniera di retroscena. Puoi usarlo per:</p><ul><li><p>esplorare il passato dei personaggi,</p></li><li><p>provare versioni alternative di una scena,</p></li><li><p>raccogliere dettagli che forse non finiranno mai nel libro, ma renderanno la storia pi&#249; viva nella tua mente,</p></li><li><p>interrogare i personaggi direttamente (&#8220;Che cosa vuoi veramente?&#8221;),</p></li><li><p>annotare intuizioni improvvise che spiegano i punti ciechi della trama.</p></li></ul><p>Quando riguardi questi appunti settimane dopo, scopri che il tuo romanzo ha parlato con te, attraverso il journaling.</p><h2><strong>Facendo un passo indietro..</strong></h2><p>Il journaling &#232; una pratica di cura verso la tua voce creativa: un luogo dove puoi sbagliare, crollare, ricostruire, cambiare idea, ritrovarti. Serve ma non &#232; necessario. Scrivere richiede coraggio. Il journaling ti aiuta a costruirlo, giorno dopo giorno.</p><p>&#200; una forma di verit&#224; privata che, paradossalmente, rende pi&#249; forti le storie che scegli di rendere pubbliche.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/scrivere-per-capirsi?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/scrivere-per-capirsi?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><p>Noi ci sentiamo tra pochi giorni, mentre settimana prossima conosceremo la prossima vittima delle mie interviste! A presto!<br>-Erika</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto The Draft! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L'arte di scrivere la sinossi. Come si fa?]]></title><description><![CDATA[Scrivere un romanzo pu&#242; sembrare semplice... fino a quando non devi fare la sinossi. Ma cos'&#232;? E come bisogna farla?]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/p/larte-di-scrivere-la-sinossi-come</link><guid isPermaLink="false">https://erikaragione87.substack.com/p/larte-di-scrivere-la-sinossi-come</guid><dc:creator><![CDATA[Erika Ragione]]></dc:creator><pubDate>Fri, 28 Nov 2025 10:02:08 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/f822e411-d5b0-469f-aede-af0306213d7a_612x408.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;&#232; un momento nella vita di ogni scrittore che nessuno insegna a gestire, ma che tutti prima o poi affrontano: il momento in cui bisogna scrivere la sinossi.<br>Troppo lunga, troppo corta, troppo piatta, troppo vaga. Mai abbastanza convincente.<br>Per molti &#232; un incubo, per altri una scocciatura necessaria. Per tutti, un punto in cui la propria storia sembra sfuggire di mano.</p><p>Per&#242;, imparare a scrivere una buona sinossi &#232; un&#8217;abilit&#224; che cambia il modo in cui guardiamo il nostro romanzo. Serve agli editori e agli agenti, ma serve soprattutto a <em>noi</em>: per capire la struttura reale del libro, per vedere dove inciampa, dove accelera troppo e dove si perde.</p><h2><strong>Cos&#8217;&#232; una sinossi (e cosa non sar&#224; mai)</strong></h2><p>Partiamo dalle basi: la sinossi non &#232; una quarta di copertina.<br>Non deve incuriosire: deve <strong>spiegare</strong> e <strong>illustrare</strong> il manoscritto. Non dev&#8217;essere il posto in cui nascondere i colpi di scena (quella &#232; la quarta!).<br>Chi la legge deve sapere tutto: chi &#232; il protagonista, qual &#232; il suo obiettivo, cosa gli impedisce di ottenerlo e come va a finire.</p><p>Pensa alla sinossi come alla versione &#8220;radiografata&#8221; del tuo romanzo. Senza stile, senza effetti speciali, ma con tutte le ossa al loro posto.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi The Draft&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi The Draft</span></a></p><h2><strong>Le regole d&#8217;oro</strong></h2><p>Qui ci sono alcuni principi che, negli anni, chiunque abbia provato a scrivere una sinossi ha scoperto sulla propria pelle:<br><strong>1. Chiarezza prima di tutto.</strong><br>Niente misteri e niente giri di parole. Se succede un evento, va detto. Se un personaggio muore, va detto. Se c&#8217;&#232; un tradimento, va detto.<br><strong>2. Una o due pagine sono sufficienti.</strong><br>Pu&#242; sembrare poco, ma &#232; lo standard editoriale. Impone sintesi, e la sintesi &#232; un ottimo test di coerenza narrativa.<br><strong>3. Protagonista + obiettivo + ostacoli + conflitto centrale + finale.</strong><br>La formula non &#232; romantica, ma funziona sempre. Se manca uno di questi cinque elementi, c&#8217;&#232; un problema da qualche parte.<br><strong>4. Stile neutro e personale allo stesso tempo</strong><br>Il tono deve essere controllato, professionale, diretto. Non &#232; un estratto del romanzo: &#232; un documento tecnico.<br><strong>5. Terza persona, tempo presente.</strong><br>&#200; la scelta pi&#249; chiara e pi&#249; usata nel settore. Nel caso del mio manoscritto sarebbe qualcosa tipo:<em><br>&#8220;Aine scopre che Locran&#8230;&#8221;</em>, non <em>&#8220;Aine scopr&#236; che&#8230;&#8221;</em>/<em>&#8220;Io scoprii che&#8230;&#8221;</em>.</p><h2><strong>Una struttura che funziona sempre</strong></h2><p>Se non sai da dove partire, questo mini-template rende tutto pi&#249; semplice:</p><ol><li><p><strong>Setup</strong> &#8211; Presenta il protagonista e il mondo iniziale.</p></li><li><p><strong>Incidente scatenante</strong> &#8211; Mostra l&#8217;evento che manda tutto fuori equilibrio.</p></li><li><p><strong>Sviluppo</strong> &#8211; Riassumi le principali complicazioni e le svolte narrative.</p></li><li><p><strong>Climax</strong> &#8211; Indica il momento pi&#249; alto di tensione.</p></li><li><p><strong>Risoluzione</strong> &#8211; Spiega chiaramente come finisce la storia.<br>&#200; una struttura flessibile, ma gi&#224; cos&#236; ti permette di organizzare il materiale senza perdersi.</p><p></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p></li></ol><h2><strong>Gli errori che fanno tutti (almeno una volta)</strong></h2><p><strong>&#8226; Essere vaghi per paura di spoilerare.</strong> Spoilerare &#232; il tuo <em>dovere</em>. Se non racconti la storia fino alla fine, la sinossi non vale niente.<br><strong>&#8226; Riassumere tutto scena per scena.</strong> La sinossi non &#232; la scaletta. Devi scegliere gli snodi, non elencare ogni dettaglio.<br><strong>&#8226; Parlare solo di temi e significati.</strong> I temi sono importanti, ma senza la trama non si capisce nulla. Prima la storia, poi ci&#242; che significa.<br><strong>&#8226; Usare un tono troppo letterario.</strong> La sinossi non serve a mostrare quanto scrivi bene, ma quanto hai costruito bene.<br><strong>&#8226; Nascondere il finale.</strong> Se lo fai, l&#8217;editor penser&#224; che non sai come finisce il tuo romanzo. Non &#232; un buon punto di partenza.</p><h2><strong>La mia esperienza personale</strong></h2><p>Quando leggerete questa newsletter avr&#242; praticamente finito la stesura de <em>Il colore del Mare del Nord</em>. Ad oggi mi mancano tre capitoli e sto pensando a come dovr&#242; scrivere la sinossi.<br>Sono un po&#8217; preoccupata perch&#233; non ne ho mai scritta una, eppure so che sono la persona pi&#249; qualificata per farlo. D&#8217;altronde chi conosce il manoscritto meglio di chi lo scrive? <br>Eppure, quando arriver&#224; quel momento, sar&#242; la persona pi&#249; felice del mondo. Vuol dire mettere finalmente un punto, una fine al cerchio. Manca poco e potr&#242; sperare che qualche casa editrice veda il valore de <em>Il colore del Mare del Nord</em>. Ma prima, devo scrivere una buona sinossi.</p><h2><strong>Conclusione</strong></h2><p>La sinossi &#232; un alleato nascosto e serve per capire meglio il tuo romanzo quando sei troppo coinvolta per vederlo lucidamente.<br>Provateci, anche solo con lo schema che c&#8217;&#232; in alto, e vediamo cosa vi esce!<br>Se vuoi, mandami la tua sinossi: posso darti un feedback.</p><p>-Erika</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[I Tre Atti: una struttura che non invecchia]]></title><description><![CDATA[Come il modello dei tre atti mi ha insegnato a dare forma alle storie.]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/p/i-tre-atti-una-struttura-che-non</link><guid isPermaLink="false">https://erikaragione87.substack.com/p/i-tre-atti-una-struttura-che-non</guid><dc:creator><![CDATA[Erika Ragione]]></dc:creator><pubDate>Fri, 14 Nov 2025 10:01:00 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/8d87476a-c403-4786-9ccf-831d13a4b6dc_500x333.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho iniziato a scrivere, non sapevo cosa fosse una &#8220;struttura in tre atti&#8221;.<br>Eppure, anche allora, sentivo che ogni storia che funzionava seguiva un ritmo invisibile: un inizio che prometteva qualcosa, un centro che stringeva il fiato, e una fine che lasciava andare.</p><p>Con il tempo ho scoperto che quel ritmo non era casuale. &#200; il cuore della narrazione classica: il <strong>modello dei tre atti</strong>.<br>Oggi voglio parlarne in modo semplice, non come una formula rigida ma come una bussola narrativa, quella che aiuta a capire dove una storia nasce, si spezza e dove finalmente respira.</p><div><hr></div><h3><strong>Da Aristotele a Syd Field</strong></h3><p>Gi&#224; Aristotele, nella <em>Poetica</em>, parlava di ogni storia come di un organismo completo: <strong>inizio, mezzo e fine</strong>.<br>Secoli dopo, Syd Field, sceneggiatore e teorico del cinema, riprese quell&#8217;idea e la trasform&#242; nel modello moderno dei <strong>Tre Atti</strong>, che oggi &#232; la base di quasi tutte le sceneggiature e di moltissimi romanzi.</p><p>In breve:</p><ul><li><p><strong>Atto I</strong> &#8594; Introduzione: il mondo viene presentato e l&#8217;equilibrio iniziale si rompe.</p></li><li><p><strong>Atto II</strong> &#8594; Conflitto: il protagonista affronta ostacoli, prove, cambiamenti.</p></li><li><p><strong>Atto III</strong> &#8594; Risoluzione: tutto ci&#242; che &#232; stato seminato trova la sua conclusione.</p></li></ul><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/i-tre-atti-una-struttura-che-non?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/i-tre-atti-una-struttura-che-non?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><div><hr></div><h3><strong>L&#8217;Atto I &#8211; La promessa della storia</strong></h3><p>L&#8217;inizio &#232; dove tutto prende forma: conosciamo il protagonista, il suo mondo e il suo desiderio. Poi arriva <strong>l&#8217;incidente scatenante:</strong> qualcosa che rompe la normalit&#224; e costringe il personaggio a muoversi.</p><p>&#200; anche il momento in cui il lettore decide se fidarsi o meno della storia.<br>La promessa dovrebbe essere qualcosa simile a &#8220;seguimi, ti porter&#242; da qualche parte&#8221;.<br>E deve essere chiara, credibile e viva.</p><p>Basta pensare a esempi storici quali:</p><ul><li><p><em>Harry Potter</em> riceve la lettera di Hogwarts.</p></li><li><p><em>Up</em> fa volare una casa pur di mantenere una promessa.</p></li></ul><p>O se vogliamo anche banalmente <em>Caraval</em> o <em>Acotar</em> funzionano in modo simile. Il primo atto non deve raccontare tutto, ma deve farci pensare <em>voglio sapere cosa succede dopo.</em></p><div><hr></div><h3><strong>L&#8217;Atto II &#8211; Il cuore pulsante del conflitto</strong></h3><p>Il secondo atto &#232; il pi&#249; lungo, spesso il pi&#249; difficile da scrivere. &#200; la parte in cui la storia si sporca, il protagonista sbaglia, il mondo reagisce.</p><p>Qui entrano in gioco:</p><ul><li><p><strong>I conflitti</strong> interni ed esterni;</p></li><li><p><strong>Le relazioni</strong> che cambiano;</p></li><li><p><strong>Il midpoint</strong>, un evento centrale che ribalta la prospettiva.</p></li></ul><p>&#200; il momento in cui il personaggio capisce che non si torna pi&#249; indietro.<br>&#200; anche dove si misura la <strong>resistenza emotiva</strong> della storia: se l&#8217;Atto I accende la miccia, l&#8217;Atto II &#232; l&#8217;esplosione controllata.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><div><hr></div><h3><strong>L&#8217;Atto III &#8211; Il ritorno all&#8217;equilibrio</strong></h3><p>L&#8217;ultimo atto &#232; la ricompensa del viaggio.<br>Tutto ci&#242; che &#232; stato promesso deve trovare compimento: conflitti, relazioni, crescita.<br>Non sempre la fine &#232; &#8220;felice&#8221;, ma deve essere <strong>coerente</strong> con la traiettoria emotiva del protagonista.</p><p>Due momenti chiave:</p><ul><li><p><strong>Il climax</strong>: la scelta definitiva del personaggio.</p></li><li><p><strong>La risoluzione</strong>: la conseguenza di quella scelta.</p></li></ul><p>Pensa a <em>Inside Out</em>: Joy scopre che anche la tristezza ha un ruolo. Il cambiamento &#232; interiore prima che esterno. <em>Un buon terzo atto chiude un cerchio emotivo.</em></p><div><hr></div><h3><strong>Come ha cambiato il mio modo di scrivere</strong></h3><p>Personalmente io utilizzo questo modello da davvero tanti anni. Ho iniziato a scrivere nel 2018 e ne ho sempre fatto uso. Non &#232; una regola fissa e non deve essere interpretata come tale, ma pu&#242; dare forma e ritmo al manoscritto. Quando ho iniziato <em>Il Colore del Mare del Nord</em> avevo delle idee e gi&#224; quando le abbozzavo le dividevo in parti. </p><p>In generale penso di rispettare la struttura classica, nonostante devo fare la precisazione che non scrivo in ordine cronologico e, di conseguenza, pu&#242; generare un po&#8217; di confusione. </p><p>Ci&#242; che conta di pi&#249; secondo me &#232; imparare, in questo caso il modello dei tre atti, ed essere in grado di farlo proprio. <strong>Non &#232; utile saper seguire le regole, ma lo &#232; conoscerle per interpretarle a vostro favore.</strong></p><div><hr></div><h3><strong>Conclusione</strong></h3><p><em>Il modello dei tre atti non &#232; una gabbia, ma una mappa.</em><br>Ti mostra dove si trova il cuore della tua storia, ma non ti dice <em>come</em> farlo battere.<br>&#200; uno scheletro che chiede di essere riempito con carne, emozioni e contraddizioni.</p><p>Conoscere la struttura serve a liberarsene.<br>E forse &#232; proprio l&#236; che comincia la vera scrittura: quando il ritmo invisibile dei tre atti diventa il battito naturale della tua voce.</p><p></p><p>E tu? Riesci a riconoscere i tre atti nelle storie che ami o in quello che stai scrivendo?<br>Mi piacerebbe leggere la tua esperienza: rispondi a questa mail o lascia un commento alla puntata.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/i-tre-atti-una-struttura-che-non/comments&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Lascia un commento&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/i-tre-atti-una-struttura-che-non/comments"><span>Lascia un commento</span></a></p><p>Ogni storia respira in tre tempi: <strong>nasce, si complica, si compie.</strong><br>Sta a noi, scrittori, ascoltarla con attenzione.</p><p>-Erika</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Fantasy: genere e sottogeneri]]></title><description><![CDATA[Il fantasy &#232; il modo pi&#249; antico di raccontare la verit&#224; nascondendola dietro l&#8217;immaginazione. Perch&#233; a volte serve un mondo inventato per riconoscere il nostro.]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/p/il-fantasy-genere-e-sottogeneri</link><guid isPermaLink="false">https://erikaragione87.substack.com/p/il-fantasy-genere-e-sottogeneri</guid><dc:creator><![CDATA[Erika Ragione]]></dc:creator><pubDate>Fri, 31 Oct 2025 10:00:27 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/08cecb71-ee98-44d6-9d20-6133edc82c14_500x285.avif" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Due settimane fa abbiamo parlato dei <a href="https://open.substack.com/pub/erikaragione87/p/limportanza-dei-generi-letterari?r=5jeqtk&amp;utm_campaign=post&amp;utm_medium=web&amp;showWelcomeOnShare=false">generi letterali</a>, citando i principali e l&#8217;importanza di conoscerli. Oggi faremo una cosa simile, ma con il fantasy.<br>Ammetto di aver dovuto fare delle ricerche per questa puntata di Tips d&#8217;autore. Non so se lo sapete ma non sono molto fan di questo genere ma, pur ignorandolo abbastanza, trovo importante avere le conoscenze di base di questo mondo. </p><p>Quando pensiamo al fantasy, &#232; facile immaginare draghi, spade e profezie. Ma il genere &#232; molto pi&#249; ampio di cos&#236;: &#232; un linguaggio, un modo di parlare del reale attraverso il meraviglioso. Quante volte si sente parlare di come questo genere in realt&#224; possa essere utile come denuncia? </p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto The Draft! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><p>Parlare di sottogeneri fantasy non serve solo a catalogare libri, ma a capire che tipo di mondo vogliamo creare, o abitare, come lettori e autori. Ci &#232; utile per lo scheletro del romanzo e per poter far capire agli altri cosa vogliamo comunicare.</p><h3>Il fantasy come specchio del reale</h3><p>Come dicevo prima, dalle mitologie antiche alle serie TV moderne, il fantasy &#232; sempre stato uno specchio del nostro tempo. Tolkien ha dato forma alla mitologia moderna; negli anni &#8217;80 il genere si &#232; aperto all&#8217;avventura e all&#8217;eroismo; oggi, invece, il confine con altri generi &#232; sempre pi&#249; comune. Fantascienza, horror, realismo magico. </p><p>Personalmente parlando, tutto ci&#242; che &#232; un esperimento e le zone di confine che coprono due o pi&#249; generi, se fatte bene, le reputo le migliori possibili. Diventa pi&#249; facile rompere gli schemi e le regole e rende la lettura pi&#249; interessante e meno scontata. </p><h3>Cosa rende un romanzo &#8220;fantasy&#8221;</h3><p>Non basta la magia per definire il genere.  </p><p>Il fantasy costruisce un mondo secondario (che sia un regno medievale inventato o il mondo moderno ma alternativo), si nutre di mito e simbolismo, e ci invita a sospendere l&#8217;incredulit&#224; per credere, almeno per qualche pagina, che un&#8217;altra realt&#224; sia possibile.  </p><p>I confini con altri generi restano sfumati: il <strong>low fantasy</strong> tocca il realismo, lo urban convive con la contemporaneit&#224;, mentre certe saghe post-apocalittiche usano la fantascienza.  </p><p>E poi c&#8217;&#232; la percezione moderna. In libreria, il fantasy &#232; ancora un&#8217;etichetta di marketing, ma online e tra i lettori le definizioni sono sempre pi&#249; fluide. </p><h3>I principali sottogeneri fantasy</h3><p>Ogni sottogenere &#232; un modo diverso di immaginare.</p><ul><li><p><strong>High Fantasy / Epic Fantasy</strong>: mondi interamente altri, battaglie epiche e destini intrecciati (<em>Il Signore degli Anelli, The Wheel of Time</em>);</p></li><li><p><strong>Low Fantasy</strong>: la magia &#232; rara o nascosta nel nostro mondo (<em>Game of Thrones, American Gods</em>);</p></li><li><p><strong>Urban Fantasy</strong>: le strade delle citt&#224; nascondono portali e stregoni (<em>Neverwhere, Shadowhunters</em>);</p></li><li><p><strong>Dark Fantasy</strong>: luce e oscurit&#224; convivono, la moralit&#224; &#232; ambigua (<em>Berserk, The Witcher</em>);</p></li><li><p><strong>Historical Fantasy</strong>: la storia incontra la magia (<em>Jonathan Strange &amp; Mr Norrell)</em>;</p></li><li><p><strong>Mythic / Fairytale Fantasy</strong>: fiabe e leggende rivisitate (<em>La figlia della foresta, The Bear and the Nightingale</em>);</p></li><li><p><strong>Portal Fantasy</strong>: viaggi tra mondi e ritorni impossibili (<em>Le cronache di Narnia, Alice nel Paese delle Meraviglie</em>);</p></li><li><p><strong>Science Fantasy</strong>: tecnologia e magia si confondono (<em>Star Wars, Mistborn</em>);</p></li><li><p><strong>Grimdark Fantasy</strong>: realismo crudo, anti-eroi e disincanto (<em>Joe Abercrombie</em>).</p></li></ul><p><em>Gran parte dei libri citati qui in realt&#224; non li ho neanche mai sentiti, ma ammetto che Google ha fatto il suo dovere.</em></p><h3>I sottogeneri meno noti</h3><p>Ci sono poi le nicchie pi&#249; curiose: la <strong>Gaslamp Fantasy</strong>, che mescola magia e estetica vittoriana; la <strong>Silkpunk</strong>, che fonde mitologie asiatiche e tecnologia organica; la <strong>Flintlock</strong>, dove moschetti e stregoneria convivono; la <strong>Cozy Fantasy</strong>, dove la magia serve a guarire e non a distruggere.  </p><p>E infine la <strong>Weird Fantasy</strong>, dove il mondo sembra sbagliato, ma proprio per questo vero.  </p><p>Questi sottogeneri vivono di contaminazione: nascono quando le etichette non bastano pi&#249; (e quindi se ne creano di nuove). Esistono poi sottogeneri simili, mischiati ad altri, ma un po&#8217; pi&#249; conosciuti. Si pensi ad esempio ai <strong>Romantasy</strong>. </p><h3>Perch&#233; scegliere (o mescolare) un sottogenere</h3><p>Capire dove si colloca la propria storia non &#232; un esercizio teorico, ma un modo per dare <em>direzione</em> e <em>tono</em>. Non serve esclusivamente per dare un nome a ci&#242; che scriviamo, ma anche a creare struttura e per adattarsi al meglio alle regole del genere/sottogenere. Ad esempio, se scrivo uno science fantasy non posso omettere la parte &#8220;science&#8221;: &#232; una regola non scritta. </p><p>Il sottogenere aiuta chi scrive a trovare la propria voce, e chi legge a capire cosa aspettarsi.  </p><p>Eppure oggi i confini servono forse pi&#249; a chi vende che a chi crea: i lettori non cercano pi&#249; solo &#8220;fantasy&#8221;, ma emozioni, temi e atmosfere. Il genere per&#242; &#232; vivo proprio perch&#233; muta, perch&#233; osa mescolare.</p><h3>Che tipo di magia scrivere (o cercare)?</h3><p>Forse il modo migliore per capire il fantasy non &#232; chiederci <em>che tipo di storie scrivere</em>, ma <em>che tipo di magia mi serve adesso</em>. Quella che consola, che sfida, che ricostruisce o distrugge? Ognuno di noi ha la propria ed &#232; necessario cercare prima di iniziare a scrivere, altrimenti si rischia di iniziare con un sottogenere e finire con un altro (poi essere obbligati a scegliere e dover modificare mezzo romanzo). </p><p>E voi? Siete pi&#249; una <a href="https://open.substack.com/pub/erikaragione87/p/oggi-ascoltiamo-lenora?r=5jeqtk&amp;utm_campaign=post&amp;utm_medium=web&amp;showWelcomeOnShare=false">Lenora</a> o una <a href="https://open.substack.com/pub/erikaragione87/p/oggi-ascoltiamo-elisabetta-ricciuti?r=5jeqtk&amp;utm_campaign=post&amp;utm_medium=web&amp;showWelcomeOnShare=false">Elisabetta Ricciuti</a>? Che tipo di magia cerchi nelle storie che ami o che scrivi?  Raccontamelo rispondendo a questa mail, o scrivimi il titolo del tuo sottogenere del cuore.<br>Noi invece ci scriviamo nei prossimi giorni. Se avete richieste su altri generi o al contrario vorreste tutt&#8217;altro argomento, mandatemi un messaggio qui o su instagram e ne parliamo!</p><div class="directMessage button" data-attrs="{&quot;userId&quot;:334931528,&quot;userName&quot;:&quot;Erika Ragione&quot;,&quot;canDm&quot;:null,&quot;dmUpgradeOptions&quot;:null,&quot;isEditorNode&quot;:true}" data-component-name="DirectMessageToDOM"></div><p>-Erika</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L'importanza dei generi letterari]]></title><description><![CDATA[Ti &#232; mai capitato di iniziare un libro convinto di leggere una storia d&#8217;amore e ritrovarti invece in un thriller psicologico?]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/p/limportanza-dei-generi-letterari</link><guid isPermaLink="false">https://erikaragione87.substack.com/p/limportanza-dei-generi-letterari</guid><dc:creator><![CDATA[Erika Ragione]]></dc:creator><pubDate>Wed, 22 Oct 2025 08:27:51 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/cb7700c5-b50b-4048-89d0-b1fcdbc8fc9c_500x333.avif" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Succede pi&#249; spesso di quanto pensiamo. I generi letterari non sono solo etichette che le case editrici usano per riempire scaffali: sono mappe, bussola e promessa.</p><p>E conoscere i generi &#232; utile:</p><ul><li><p>ai <strong>lettori</strong>, per scegliere consapevolmente cosa leggere (o cosa evitare);</p></li><li><p>agli <strong>scrittori</strong>, per capire a chi stanno parlando e quali corde stanno toccando.</p></li></ul><p>Ma attenzione: i confini tra un genere e l&#8217;altro non sono mai netti. Ci sono autori che li attraversano con naturalezza, e storie che ne contengono pi&#249; di uno senza decidersi mai del tutto. Ed &#232; proprio l&#236;, negli interstizi, che nascono i libri pi&#249; interessanti.</p><p>Per uno scrittore &#232; importante conoscerli per essere in grado di infrangere le regole con coscienza. I libri che funzionano sono quelli fuori dagli schemi ma sono anche quelli che escono dai binari con testa. Non possiamo unire generi a caso senza una logica, ed &#232; importante saper equilibrare le cose!</p><h3><strong>Cos&#8217;&#232; davvero un &#8220;genere di romanzo&#8221;</strong></h3><p>Un genere &#232; un insieme di aspettative condivise: tra chi scrive e chi legge c&#8217;&#232; un patto silenzioso.<br>Quando apri un giallo, ti aspetti un mistero.<br>Quando leggi un romanzo rosa, vuoi emozione e intimit&#224;. Ti aspetti il romanticismo.<br>Quando scegli un fantasy, cerchi mondi nuovi.</p><p>Ogni genere ha i suoi <strong>temi ricorrenti</strong>, un <strong>tono narrativo</strong>, un certo <strong>ritmo</strong> e un <strong>pubblico di riferimento</strong>. <br>E poi ci sono i sottogeneri&#8230; varianti e contaminazioni che rendono tutto pi&#249; vivo. Ma di questo ne parleremo in altre puntate di Tips d&#8217;Autore.</p><h3><strong>Una panoramica dei principali generi</strong></h3><p><strong>Romanzo storico - </strong>Ambientazione nel passato, attenzione ai dettagli d&#8217;epoca; <br>Mischia fatti reali e finzione; il passato &#232; &#8220;vissuto&#8221; e non solo raccontato<em>.</em></p><p><strong>Giallo / thriller / mistery - </strong>Crimine o segreto da svelare; tensione crescente<br>Soluzione o colpo di scena; indizi e depistaggi.</p><p><strong>Fantascienza / distopia - </strong>Tecnologia, futuri alternativi, riflessioni sociali<br>Speculazione sul &#8220;what if&#8221;; critica culturale.</p><p><strong>Fantasy - </strong>Magia, mondi immaginari, elementi soprannaturali<br>Worldbuilding, lotta tra bene e male, epica.</p><p><strong>Romanzo rosa (romance) - </strong>Amore e relazioni come centro della trama<br>Conflitti emotivi, lieto fine o catarsi.</p><p><strong>Romanzo di formazione - </strong>Crescita interiore e passaggio all&#8217;et&#224; adulta<br>Scoperta di s&#233; attraverso le prove della vita</p><p><strong>Romanzo psicologico / intimista - </strong>Focus sull&#8217;interiorit&#224; e la mente<br>Flusso di coscienza, introspezione profonda</p><p><strong>Horror / gotico - </strong>Paura, oscurit&#224;, sovrannaturale<br>Atmosfera cupa, tensione, il perturbante</p><p><strong>Avventura / azione - </strong>Viaggi, sfide, movimento costante<br>Ritmo sostenuto, protagonisti in lotta</p><p><strong>Narrativa contemporanea / sociale<br></strong>Temi attuali e quotidianiRealismo, introspezione, impatto socialeSally Rooney; autori di narrativa realista</p><p>I generi, in fondo, sono modi diversi di <strong>guardare il mondo</strong>.<br>Il fantasy lo reinventa.<br>Il giallo lo smonta.<br>Il romanzo psicologico lo interroga.<br>E la narrativa contemporanea cerca di capirlo.</p><p>Se ti interessano i discorsi letterari, condividi o iscriviti alla newsletter! Non &#232; a pagamento e giuro di essere interessante, almeno un po&#8217;.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/limportanza-dei-generi-letterari?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/limportanza-dei-generi-letterari?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><h3><strong>Quando i generi si mischiano</strong></h3><p>Come ho anticipato prima, al giorno d&#8217;oggi quasi nessuna storia resta &#8220;pura&#8221;.<br>Nascono i <strong>ibridi</strong>: romantasy, thriller psicologico, historical fantasy&#8230; e spesso l&#8217;etichetta non basta pi&#249;.</p><p>A volte il marketing editoriale semplifica (o forza) la definizione per renderla pi&#249; &#8220;vendibile&#8221;.<br>Ma nella scrittura vera, le contaminazioni sono la norma: la vita non ha un solo tono, e nemmeno la narrativa dovrebbe averlo.</p><h3><strong>Perch&#233; leggere fuori dal proprio genere abituale</strong></h3><p>Leggere generi diversi &#232; come cambiare prospettiva.<br>Un horror insegna l&#8217;empatia: ti obbliga a entrare nella paura di qualcun altro.<br>Un romance ti parla di desiderio e vulnerabilit&#224;.<br>Un fantasy ti ricorda quanto &#232; potente immaginare qualcosa di diverso dal mondo in cui vivi.</p><p>Ogni genere allena una parte diversa della sensibilit&#224;.<br>E se scrivi, leggere fuori dal tuo campo &#232; il modo migliore per scoprire <strong>nuove voci, strutture e ritmi narrativi</strong>.<br>(Per esempio, una volta che leggi un buon giallo, inizi a capire quanto conti il tempo e la tensione anche in un romanzo introspettivo.)</p><h3><strong>Consigli pratici per esplorare nuovi generi</strong></h3><p><strong>1. Parti dall&#8217;emozione che cerchi.</strong><br>Vuoi brividi, conforto o evasione? Ogni genere ha una risposta emotiva.</p><p><strong>2. Prova qualcosa di nuovo.</strong><br>Ecco qualche titolo per iniziare:</p><ul><li><p><strong>Storico:</strong> <em>Guerra e pace</em> (Lev Tolstoj)</p></li><li><p><strong>Giallo:</strong> <em>Dieci piccoli indiani</em> (Christie).</p></li><li><p><strong>Fantascienza:</strong> <em>1984 </em>(George Orwell). Anche se lo inserirei pi&#249; nei romanzi distopici&#8230;</p></li><li><p><strong>Fantasy:</strong> <em>il Signore degli Anelli </em>(Tolkien)</p></li><li><p><strong>Formazione:</strong> <em>Norwegian Wood</em> (Murakami).</p></li><li><p><strong>Psicologico:</strong> <em>Una stanza piena di gente </em>(Daniel Keyes).</p></li><li><p><strong>Rosa:</strong> <em>Le ho mai raccontato del Vento del Nord? </em>(Daniel Glattauer)</p></li></ul><p><strong>3. Mescola le carte.</strong><br>Leggi due generi diversi nello stesso mese.<br>Annota cosa cambia nel ritmo, nella voce, nella sensazione che ti lascia.</p><h3><strong>Oltre il genere: ritmo, struttura e percezione</strong></h3><p>Ogni genere influenza <strong>come</strong> viene raccontata una storia:</p><ul><li><p>un thriller usa frasi brevi e capitoli che finiscono con domande;</p></li><li><p>un romanzo psicologico rallenta, riflette, si chiude su se stesso;</p></li><li><p>un romanzo di avventura ha un ritmo visivo, pieno di verbi d&#8217;azione.</p></li></ul><p>E c&#8217;&#232; anche la percezione culturale: alcuni generi (come il romance o il fantasy) vengono ancora considerati &#8220;meno seri&#8221;, anche se vendono milioni di copie e hanno un enorme potere di diffusione.<br>Forse perch&#233; parlano di emozioni universali con linguaggi diversi &#8212; e questo, a volte, fa paura a chi crede che solo la complessit&#224; renda un libro &#8220;importante&#8221;.</p><p><strong>Qual &#232; il genere che ami di pi&#249;, e quale vorresti provare a leggere (o scrivere) per la prima volta?</strong><br>Rispondimi pure a questa newsletter, mi piacerebbe raccogliere le vostre risposte e parlarne nel prossimo episodio &#8212; dedicato proprio a uno dei generi pi&#249; amati (e fraintesi): <strong>il fantasy</strong>.</p><p><a href="https://liberalarts.oregonstate.edu/wlf/what-genre?utm_source">Qui </a>trovate un link della <a href="https://oregonstate.edu/">Oregon State University</a> con approfondimenti in inglese sull&#8217;argomento.</p><p>Se vi &#232; interessato un po&#8217; il mio monologo e le mie riflessioni continuate a seguirmi! Noi ci vediamo domenica con 5 giorni per scrivere o tra due settimane col genere fantasy! A presto!!</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Come finire (davvero) un romanzo]]></title><description><![CDATA[Tutti sanno come iniziare una storia. Pochi sanno come portarla fino alla fine. Eppure, &#232; l&#236;, nell&#8217;ultima pagina, che un autore diventa scrittore.]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/p/come-finire-davvero-un-romanzo</link><guid isPermaLink="false">https://erikaragione87.substack.com/p/come-finire-davvero-un-romanzo</guid><dc:creator><![CDATA[Erika Ragione]]></dc:creator><pubDate>Sun, 05 Oct 2025 12:38:14 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/bd4a97ca-7e96-41b2-b6bf-dd7539efe59e_500x333.avif" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;&#232; un momento, pi&#249; o meno a tre quarti del romanzo, in cui tutto rallenta.  </p><p>Ti siedi al computer, rileggi, riscrivi. Ti convinci che &#8220;manca qualcosa&#8221;, che non &#232; ancora il momento.  </p><p>In realt&#224;, lo &#232;. Solo che finire un romanzo significa anche lasciarlo andare. E questo, a volte, fa paura.</p><p>Gli ostacoli potrebbero essere:</p><ul><li><p>la stanchezza dopo mesi di scrittura;</p></li><li><p>un nodo narrativo che non si scioglie;</p></li><li><p>l&#8217;insicurezza di non essere &#8220;abbastanza bravi&#8221;;</p></li><li><p>la paura di dire addio a ci&#242; a cui hai lavorato tanto;</p></li><li><p>le distrazioni, soprattutto quando la motivazione inizia a cedere.</p></li></ul><p>Nessuno finisce un romanzo per ispirazione. Lo si finisce per disciplina, ostinazione, e un po&#8217; di amore testardo. </p><div><hr></div><h3>Strategie pratiche per arrivarci</h3><ol><li><p>Stabilire una routine. Non serve scrivere tanto, serve scrivere spesso. Anche venti minuti al giorno bastano a non perdere il filo.</p></li><li><p>Definire obiettivi concreti. &#8220;Entro il 30 ottobre finisco la prima bozza.&#8221; Sembra banale, ma una scadenza rende la scrittura reale.</p></li><li><p>Immaginare il finale. Anche solo a grandi linee: sapere dove stai andando ti evita di girare in tondo.</p></li><li><p>Lasciare &#8220;segnaposti&#8221;. Se un passaggio ti blocca, scrivi &#8220;da completare&#8221; e vai avanti. A volte la soluzione arriva solo dopo.</p></li><li><p>Cercare feedback. Un gruppo di scrittura o i beta reader possono ricordarti perch&#233; hai iniziato a raccontare quella storia.</p></li><li><p>Accettare il &#8220;draft sbagliato&#8221;. La prima versione sar&#224; imperfetta, e va bene cos&#236;. Il problema non &#232; scrivere male, ma non scrivere.</p></li><li><p>Fare pause strategiche. Non serve forzare le idee: a volte si sbloccano proprio quando smetti di cercarle. Per&#242; non lasciare il manoscritto fermo fino a fargli fare la muffa.</p></li><li><p>Festeggiare i progressi. Ogni capitolo chiuso &#232; un piccolo traguardo. Pu&#242; motivare saperlo.</p></li><li><p>Scrivere anche poco ma spesso. Elisabetta Ricciuti una volta mi ha detto &#8220;Con poche righe al giorno un libro lo finisci. Prima o poi&#8221;. Ed &#232; vero. </p></li></ol><div><hr></div><h3>Tipologie di finali</h3><p>- <strong>Risolutivo</strong>: chiude tutto, lascia il lettore con un senso di completezza.</p><p>- <strong>Ambiguo</strong>: apre domande, lascia spazio alla riflessione.</p><p>- <strong>A sorpresa:</strong> cambia prospettiva, ma solo se la sorpresa &#232; coerente.</p><p>- <strong>Circolare:</strong> richiama l&#8217;inizio, chiude un simbolo o un tema.</p><p>- <strong>Aperto:</strong> lascia spiragli per il futuro, ma non abbandona il lettore a met&#224;.</p><p>Un buon finale non deve per forza sorprendere. Serve solo per concludere il cerchio. Risolvere eventuali nodi e rispondere ai dubbi del lettore. </p><p>Deve farti pensare: <em>non poteva finire in altro modo.</em></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/come-finire-davvero-un-romanzo?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/come-finire-davvero-un-romanzo?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><div><hr></div><h3>Errori da evitare</h3><ol><li><p>Risolvere tutto in due paragrafi.  </p></li><li><p>Spiegare troppo (fidati del lettore).  </p></li><li><p>Scegliere la prima idea solo perch&#233; &#8220;funziona&#8221;.  </p></li><li><p>Far crollare la tensione proprio sul pi&#249; bello.</p></li></ol><p>L&#8217;importante &#232; ricordare che il finale non &#232; un riassunto.</p><p>Il libro &#232; un patto col lettore. Lui leggere quello che hai da dire, ma tu devi saperlo catturare.  E soprattutto devi finire la bozza.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p>E tu? In che punto del tuo romanzo ti sei bloccato? Perch&#233;? Rispondi a questa newsletter con la tua esperienza.</p><p></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Incipit e modi per iniziare un romanzo]]></title><description><![CDATA[Quante volte avete smesso di leggere dopo poche pagine perch&#233; l&#8217;inizio non vi ha catturati?]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/p/incipit-e-modi-per-iniziare-un-romanzo</link><guid isPermaLink="false">https://erikaragione87.substack.com/p/incipit-e-modi-per-iniziare-un-romanzo</guid><dc:creator><![CDATA[Erika Ragione]]></dc:creator><pubDate>Fri, 19 Sep 2025 09:02:12 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/def79b63-6790-4000-8727-a799eb436633_500x750.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Quando leggo un libro, a volte mi capita di soffermarmi sul perch&#233; l'autore ha scelto un inizio del genere.</p><p>Se scrivete racconti, vi sar&#224; capitato di trovarvi davanti ad una scelta: prologo o no prologo?<br>L'inizio di un romanzo dipende da molti fattori. Ma, prima di guardarli nel dettaglio, facciamo un passo indietro. Cosa cambia tra prologo, prefazione e inizio vero e proprio?</p><ul><li><p><strong>Prologo</strong>: fa parte della narrazione, aggiunge contesto e di solito &#232; ambientato in un tempo diverso (precedente o successivo) alla storia principale;</p></li><li><p><strong>Prefazione</strong>: non fa parte della trama &#232; un testo introduttivo che l'autore o qualcun altro, ad esempio traduttori e storici, scrivono per spiegare motivazioni, ringraziamento o contesto storico;</p></li><li><p>Inizio vero e proprio del romanzo (<strong>incipit</strong>): l'attacco vero e proprio della storia. La prima scena o la prima frase che cattura il lettore.</p></li></ul><p>&#200; importante sapere che l'inizio e il prologo sono un vero e proprio patto con il lettore. &#200; come dire "io ti incuriosisco, tu in cambio leggi quello che ho da dire". E dev'essere cos&#236;. Ma a cosa serve esattamente questa parte di romanzo?</p><p>Serve a catturare l'attenzione, come abbiamo appena detto, a stabilire tono, voce e ritmo, in modo che il lettore capisca il vostro stile, dare un primo indizio di ambientazione e personaggi e aprire un interrogazione che invogli a proseguire.</p><h2><strong>Incipit esistenti</strong></h2><p>Ma quindi quali incipit esistono?</p><h4><strong>Descrittivo</strong></h4><p>Si apre il romanzo con un paesaggio, un dettaglio visivo.</p><blockquote><p>L'appartamento all'undicesimo piano aveva solo un armadio, ma c'era una porta scorrevole che affacciava su un balconcino dal quale poteva vedere un uomo seduto di fronte, all'esterno, in maglietta e pantaloncini anche se era ottobre, che fumava. Willem sollev&#242; una mano a mo' di saluto, ma l'uomo&nbsp;non&nbsp;rispose.<br>- Hanya Yanagihara, Una vita come tante</p></blockquote><h4><strong>In medias res</strong></h4><p>Il lettore entra direttamente in un&#8217;azione gi&#224; in corso.</p><blockquote><p>Vorrei disdire il mio abbonamento. Mi dite, per favore, se questa &#232; la procedura giusta?<br>- Daniel Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del Nord</p></blockquote><h4><strong>Riflessivo</strong></h4><p>Il narratore espone un pensiero, una massima o un dubbio esistenziale.</p><blockquote><p>Questa aurea massima ci giunge da Polonio, il ciambellano nell'Amleto, ed &#232; per noi preziosa in quanto &#232; proprio perch&#233; rimane fedele a se stesso che egli giunge a farsi ammazzare da Amleto "come un topo", dietro una tenda. In Danimarca, evidentemente, l'aurea massima dell'origliatore non si era&nbsp;ancora&nbsp;diffusa.<br>- Paul Watzlawick, Istruzioni per essere infelici</p></blockquote><h4><strong>Passato remoto</strong></h4><p>Apertura con il ricordo di eventi gi&#224; conclusi</p><blockquote><p>Avevo trentasette anni, ed ero seduto a bordo di un&nbsp;Boeing 747.<br>- Murakami Haruki, Norwegian Wood</p></blockquote><h4><strong>Dialogico</strong></h4><p>Parte con le parole dei personaggi.</p><blockquote><p>&#171;Hanno trovato Finley, questa sera, appena fuori dalla Foresta di Sangue. Morto.&#187;<br>- Jennifer L. Armentrout, Sangue e Cenere</p></blockquote><h4><strong>Shock / sorpresa</strong></h4><p>Iniziamo con una frase spiazzante che incuriosisce.</p><blockquote><p>Quando Gregor Samsa una mattina nel suo letto si svegli&#242; da sogni inquieti, si ritrov&#242; trasformato in un immane insetto.<br>- Franz Kafka, La metamorfosi</p></blockquote><h2><strong>Come scegliere l'inizio giusto?</strong></h2><p>Dipende. Non c'&#232; una risposta facile a questo dubbio.</p><p>Il genere sicuramente fa la differenza: un giallo pu&#242; aver senso scriverlo in media res, un romanzo invece pi&#249; narrativo potrebbe avere un incipit riflessivo o descrittivo.<br>Ma pu&#242; cambiare anche a seconda della voce narrativa, quindi in base al suo carattere.<br>O ancora dall'effetto che vogliamo ottenere: stupore, curiosit&#224;, atmosfera.</p><p>Per capire qual &#232; la scelta migliore si possono fare delle prove: scrivere le tipologie su cui si &#232; indecisi e chiedersi quale sembra incuriosire di pi&#249; o quale sembra il migliore per il romanzo in questione.</p><p>Ricapitolando tutto il monologo di oggi, l'inizio &#232; un patto con il lettore ed &#232; il metodo pi&#249; semplice per promettergli il vostro stile, la continuit&#224; nel ritmo e il tono con cui scrivete.</p><p>A me piace iniziare qualcosa con delle riflessioni, dubbi esistenziali o ancora citazioni che possano dare uno spunto al lettore. E voi invece? Quale incipit vi ha colpito di pi&#249;?</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/incipit-e-modi-per-iniziare-un-romanzo?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/incipit-e-modi-per-iniziare-un-romanzo?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><p>Se vi va, rispondete a questa mail con la vostra frase d&#8217;inizio preferita o con un incipit che avete scritto voi.<br>Condividi il post se ti &#232; piaciuto o iscriviti se ti interessano altre tips di scrittura!!</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p>-Erika</p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Show, don’t tell]]></title><description><![CDATA[I lettori non vogliono che tu gli dica chi &#232; un personaggio. Vogliono scoprirlo da soli.]]></description><link>https://erikaragione87.substack.com/p/show-dont-tell</link><guid isPermaLink="false">https://erikaragione87.substack.com/p/show-dont-tell</guid><dc:creator><![CDATA[Erika Ragione]]></dc:creator><pubDate>Fri, 05 Sep 2025 09:01:08 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ed8093f2-882e-45da-af27-dd78d97732a6_408x612.webp" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Hai mai letto un libro in cui i personaggi sembrano presentati come in una lista della spesa? Energico. Allegro. Simpatico. Scritto cos&#236;, per&#242;, restano parole vuote. &#200; qui che entra in gioco una delle regole pi&#249; importanti della scrittura: <em>show, don&#8217;t tell</em>.</p><p>Dire al lettore che un personaggio &#232; &#8220;energico e pieno di vita&#8221; funziona, ma lo rende piatto. Mostrare invece i suoi gesti lo rende <strong>reale</strong>:</p><blockquote><p>&#8220;Gli tremavano le gambe dall&#8217;eccitazione e non riusciva a stare fermo per l&#8217;adrenalina.&#8221;</p></blockquote><p>Noti la differenza? Non lo dichiariamo: lo vediamo.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/p/show-dont-tell?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Condividi&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/p/show-dont-tell?utm_source=substack&utm_medium=email&utm_content=share&action=share"><span>Condividi</span></a></p><p>Lo stesso vale per altri aspetti: un personaggio triste non va definito tale, ma fatto percepire &#8212; &#8220;stringeva la tazza tra le mani, fissando il vuoto senza toccare il caff&#232; ormai freddo.&#8221;</p><p>Il problema delle descrizioni vuote riguarda molti scrittori, ma non &#232; solo una questione di <em>mostrare, non dire</em>. A volte scriviamo troppo (ripetizioni, elenchi di caratteristiche), altre volte troppo poco, dando per scontati dettagli che invece servono al lettore.</p><p>Ecco perch&#233; non basta sapere <strong>quando</strong> mostrare: serve capire anche <strong>cosa</strong> mostrare. Se un&#8217;informazione &#232; davvero importante, vale la pena inserirla nel momento giusto, senza bruciarla prima o affogarla in un paragrafo pieno di dati.</p><p>Scrivere non &#232; riversare informazioni, ma <strong>scegliere</strong> il <strong>dettaglio</strong> giusto, al <strong>momento</strong> giusto.</p><p>E questo dettaglio, se ben mostrato, pu&#242; illuminare un personaggio meglio di cento aggettivi.</p><p>Ora tocca a te: prova a trasformare una tua frase da <em>tell</em> a <em>show</em>. Se vuoi, puoi rispondermi a questa newsletter con la tua versione: sar&#242; felice di leggerla.</p><div><hr></div><p>Se questo consiglio ti &#232; stato utile, non dimenticarti di iscriverti alla newsletter The Draft e di condividerla con qualcuno a cui potrebbe servire!</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://erikaragione87.substack.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti ora&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://erikaragione87.substack.com/subscribe?"><span>Iscriviti ora</span></a></p><p></p>]]></content:encoded></item></channel></rss>